venerdì, 07 settembre 2007, in blogoglobo

blog-appeal

Tutto è cominciato con una barretta di cioccolato. Un blog, qualche fotomontaggio. Poi la folla, i giornalisti, la tv. Ho perso la testa. Non sapevo più da che parte girarmi, non sapevo più cosa farne della mia vita.
Poi, da un giorno all'altro, il vuoto.
Ho smesso. Libero.
Stavo per ricaderci dopo qualche mese, ma poco prima di cadere dal precipizio mi salvai.
Ne ero uscito, davvero. Ormai i blog erano solo un lontano ricordo, un sorriso sul volto, un amore finito.
Passarono quasi due anni e si arrivò all'inizio dell'estate 2007.

Faceva caldo e dalla finestra spalancata potevo sentire il profumo dei blogghisti in fiore.
Decisi di aspettare che passasse l'estate; "chissà, magari è solo una voglia momentanea". Ma intanto la mia vista, benché annebbiata, mi suggeriva che il computer era lì e desideroso voleva che gli toccassi la tastiera. Timidamente avvicinai la mano al mouse e lo sentii caldo; mossi con un dolce movimento rotatorio la rotella e non era possibile far finta di nulla, non era possibile non sentire i click di piacere. Lo guardai meglio: i suoi otto tasti si gonfiarono e immediatamente tirai indietro la mano. Era sporco e usurato dal tempo ma maledettamente invitante. Lo scelsi al Carrefour, tra un pacchiano mouse arcobaleno e un normalissimo puntatore grigio. "Mi serve per il Multyplayer", dicevo. Mi mentivo e lo sapevo benissimo. Mi avevano catturato quel suo blu particolare, le sue forme, la sua prestanza. E ora mi chiamava a sé con i suoi click ansimanti, la sua lucina tentatrice. Guardai verso lo schermo, spento, e sentii ancora quella richiesta: non si accontentava del mouse, voleva di più, voleva tutto e subito. Ingoiai un boccone di saliva e allungai il braccio sinistro ricercando la tastiera. La mano mi sudava e l'eccitazione saliva.
Quale tasto dovevo toccare? Era una tastiera femminista e si accontava del Bloc Num o voleva che andassi subito al sodo con la barra spaziatrice? Temporeggiai un attimo e poi mi avvicinai al CAPS LOCK. Potevo sentire sulle dita che fremeva, che non vedeva l'ora.
Spinsi.
Un brivido di piacere lungo la schiena mi disse che dovevo farlo, che dovevo ricominciare.
Decisi di aspettare l'estate così da intensificare il piacere.
Ed ora eccomi qua, ancora una volta richiamato, catturato, inglobato. O meglio, inblogato.

Aveva ragione scatterhead: possiamo uscirci.
Anzi, lo dobbiamo fare. Per noi, per chi ci sta intorno, per le persone che ci vogliono bene.

Teniamoci la mano e facciamoci forza.
Domani è un nuovo giorno, ce la faremo.

cetri @ 02:42 | commenti (5)
Commenti
#1    07 Settembre 2007 - 10:04
 
giusto. domani.
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#2    07 Settembre 2007 - 14:54
 
si vero, oggi è già domani però...
tagliamo la testa al toro e facciamo che cominciamo a smettere lunedì?
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#3    07 Settembre 2007 - 15:07
 
"la rivoluzione oggi..no, domani forse.. ma dopodomani.. sicuramente!"
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#4    07 Settembre 2007 - 17:05
 
Continuo a pensare che murare vivo il bambino kinder e la sua barretta di successo sia stato un errore. A quest'ora, invece che qui insieme a noi potevi blogdipendenti, magari potevi ritrovarti a stantuffare la Toniolo o la De Filippi...
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#5    08 Settembre 2007 - 00:45
 
Visto che siamo in tema di citazioni non posso che rispondere con "meglio andarsene un minuto prima, lasciandoli con la voglia, piuttosto che un minuto dopo, avendoli annoiati."

E poi c'è un motivo molto più serio, ma preferisco non parlarne qui.
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