Piccole ovvietà
Piccole ovvietà si susseguono nell’azzurro della stanza: le tende filtrano la luce come il fegato filtra le loro parole quasi sussurrate, le loro parole che spingono e si azzuffano per venire fuori.
Due anime nude si osservano il viso, il corpo, le mani.
Il silenzio frastornante porta con sé qualche sorriso d’imbarazzo mentre la timidezza sfiora la passione.
E’ dolce stanchezza quella che si sente nell’aria, è dolce stanchezza quella che sentono dentro e fuori di loro.
E mentre la calma e la pace fanno da sfondo a questa mielata scena al loro interno il conflitto si fa sempre più aspro: nel campo di battaglia si confrontano due eserciti, quello del fegato e quello dello stomaco, quella della paura e quello dell’anima – non credete mai a chi vi dice che l’anima è nel profondo del nostro cuore, non credete mai al loro Dio, al loro Credo; l’anima è nello stomaco, l’anima è quella cosa che si muove dentro quando due fiori vi aprono la giornata o quando assaggiate il sapore delle lacrime.
E’ la battaglia infinita, muta, tra quello che vorrebbero dire e quello che invece dicono.
E l’esercito del fegato, come sempre, sembra avere la meglio: dopo un attacco mirato cadono a terra Affetto e Felicità. Risponde lo stomaco infilzando Piacere con il valoroso Tenerezza, che però, poco dopo, viene sorpreso alle spalle da Interesse. L’attacco del fegato si fa sempre più vigoroso facendo fuori in un solo colpo Premura, Pace e Unione. Ma è solo quando tutto sembra perduto, quando lo stomaco ha smarrito tutti i suoi uomini più audaci, quando una delle due anime si sta alzando dal letto, nuda e bellissima, che il piccolo garzone Amore riesce a sgattaiolare tra i soldati del fegato e a raggiungere l’esofago dove si trasforma in aria. E’ lì che sale, dapprima lentamente e poi sempre più velocemente, come in un ascensore impazzito. Le pareti dell’esofago si fanno sempre più strette, luminose, consumate e Amore non ha idea di cosa stia succedendo. Piccolo e impaurito però sente che deve andare avanti, sente che deve...
E mentre le sue preoccupazioni, i suoi pensieri, le sue speranze vagavano in quel piccolo tubicino di tessuto umano, senza nemmeno accorgersene incontra le corde vocali che, senza alcun timore, lo trasformano in quel suono tanto dolce quanto unico.

